15 novembre 2013

Pane e olio (e pesto): alla grande, Slow a Tellaro


Pane e olio (e pesto): alla grande, Slow a Tellaro
di Gabriella Molli
Tre grandi pani di Vinca ridotti in fettine, due oli extravergini del territorio (Zangani e Agri.Tur): il gioco è fatto. “Biscotto” Franco Lanata ha avuto un successo tale a Girolio di Tellaro, che quando il Tg Liguria ha mostrato le sue mani che distribuivano olio sulle fette, ha certamente suggerito pensieri da acquolina in bocca.
Occorre qui dire che Biscotto ha l’arte dello stuzzichino di pane nella pelle. Ebbene Slow Food con quelle fette di pane e olio ha fatto ri-scoprire a grandi e piccini una merenda troppo trascurata, e in linea, invece, con la dieta mediterranea, se con questa definizione s’intende una dieta buona-pulita-giusta per dirla in linguaggio “petrinese”. Che è poi lo stesso linguaggio che ha parlato Alberto Rossi nell’altro applauditissimo laboratorio: quello del pesto.  
 Ormai è quasi un refrain: i piccoli con accanto o mamma o papà, e poi il rito del pesto, lento e suggestivo. E’ un laboratorio che fa una presa speciale su tutti i sensi, quello del pesto. Una vetrina che fa molta pubblicità. La vista del mazzolino di basilico, il profumo dell’aglio, il battere e il pressare del pestello sulle pareti del mortaio, la sensazione a livello di pelle del formarsi della crema, il piacere di gustarla con il cucchiaino: questa sensorialità piena, accompagnata dalla bravura di Alberto , ha dato a Tellaro risultati che sono una realizzazione piena dei presupposti del concetto di laboratorio secondo Slow Food. Ovviamente dietro ci sono due persone che provvedono a fare il mestiere di “Donne di cucina in ombra”. Vale a dire Graziella e Adele, cui spettano i compiti di manovalanza. Ma la novità di Tellaro è stata la presenza di ragazzi e  bambini a sfogliare il basilico con una regola precisa: staccare le foglioline e togliere anche il gambetto. Un piacere vedere la cura con cui il procedimento è stato accolto.